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DONATO ALLA FENICE IL NUOVO RITRATTO “MARIA CALLAS” DI ULISSE SARTINI
 

VENEZIA – Un’icona del Novecento ritratta da Ulisse Sartini, il pittore che ha immortalato principesse, cardinali (anche il Papa Giovanni II ha posato per lui) e artisti di fama mondiale, non rappresenta certo una novità assoluta, ma la storia anche umana legata all’ultima fatica del maestro contribuisce il fatto in sé di ulteriori motivi di interesse.

Oltre all’artista piacentino, la vicenda vede protagonisti una delle massime leggende del bel canto, un Tempio della musica e l’ammirazione di una persona che ha vissuto all’ombra del mito per 20 anni, conservandone “un ricordo straordinario, riconoscente e indelebile”. Maria Callas, il risorto Teatro la Fenice di Venezia e Ferruccio Mezzadri, pure piacentino, che dal 1957 fino al tragico settembre 1977, ha lavorato alle dipendenze del grande soprano, si ritroveranno idealmente insieme mercoledì 13 luglio, quando verrà donato al prestigiose ente il ritratto della cantante dipinto da Ulisse Sartini e commissionato dallo stesso Mezzadri.

Ulisse Sartini aveva già creato due ammiratissime opere : una (datata 1980) di trova al Museo Teatrale della Scala e fu sollecitata dall’ex-marito della Callas, G.B.Meneghini. L’intenso volto della più grande Primadonna del secolo è tornato a vivere su tela nel 1991 ed è appeso ora al Nuovo Teatro della Musica di Atene. Due anni fa Sartini fu avvicinato a Milano a Palazzo Bagatti Valsecchi, dove era in corso una sua personale, da Ferruccio Mezzadri, che era rimasto colpito da come Sartini era riuscito a rendere con colori e pennelli la personalità della cantante. “Mi disse che voleva fare un omaggio a Maria Callas, da lasciare alla sua morte all’Opera di Parigi, la città dove la Callas aveva a lungo vissuto, o meglio ancora alla Fenice di Venezia dove si rivelò con Tristano e Isotta e ancora più con i “Puritani” di Bellini, ottenendo osanna dalla critica pochi giorni dopo aver cantato “Valchiria” di Wagner.


La Callas è ritratta con gli amatissimi cagnolini Pixie e Djedda

Consegnata l’opera nel 2003, sei mesi dopo il pittore ha ricevuto una telefonata dal committente. “Mi spiegò che ci aveva ripensato e voleva donare subito il ritratto. Con l’aiuto di Bruno Tosi presidente dell’Associazione Callas, venne subito una risposta positiva dalla Fenice. La collocazione del dipinto, nella prima fila dei palchi, è stata studiata da Pier Luigi Pizzi in accordo con il sovrintendente Vianello”.

Ferruccio Mezzadri vide per la prima volta la Callas in “Traviata” alla Scala nel 1955 e, pur andando all’opera per la prima volta, fu stregato dalla voce e dall’arte dell’interprete e pensò di sognare quando la vedova di Giordano lo segnalò alla Callas e a Meneghini e nel 1957 fu assunto come autista e maggiordomo. Mezzadri descrive quel periodo così : “Sono stati gli anni della giovinezza. Ho ricordi bellissimi. La Signora mi ha dato sempre buoni consigli, trattando me e gli altri che lavoravano per lei come persone di famiglia, con grande rispetto”.

 


Giulietta Simionato con il ritratto di Ulisse Sartini


Giulietta Simionato con Sergio Segalini e Bruno Tosi


Il sindaco Massimo Cacciari premia Giulietta Simionato


da sinistra Ulisse Sartini, Ferruccio Mezzadri, Giulietta Simionato e Bruno Tosi

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