MIGLIAIA DI VISITATORI AL CASTELLO DI UDINE
La Mostra Callas prorogata fino a domenica 16 aprile 2007
La direzione dei Musei Civici di Udine e della Pinacoteca presso il Castello di Udine dove attualmente è ospitata la Mostra Callas " Una donna,una voce, un mito" aderendo a numerose richieste ha deciso di prorogare l'esposizione fino a domenica 16 aprile compresa. Domenica 16 dalle ore 16,00 alle ore 18,00 (chiusura della Mostra) il curatore Bruno Tosi ha proposto una nuova serie di ascolti e proiezioni, quasi tutte rare o inedite. Grande successo la domenica precedente la proiezione del film Medea di Pasolini doppiato dalla stessa Maria Callas e della registrazione dello spettacolo Medea-Pasolini-Callas di Bruno Tosi con la grande Piera degli Esposti.

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Conclusa il 16 aprile LA MOSTRA “MARIA CALLAS una donna, una voce, un mito" nella Pinacoteca dei MUSEI CIVICI DEL CASTELLO DI UDINE
Martedì 13 marzo 2007 si è inaugurata con una folta partecipazione di pubblico e ampia evidenza da parte della stampa locale negli splendidi spazi dei Musei Civici del Castello di Udine la Mostra “ Maria Callas una donna, una voce, un mito” La mostra è stata prorogata dal 9 al 16 aprile 2007.

L’esposizione a cura dell’Associazione Maria Callas presieduta da Bruno Tosi è stata promossa da Confcommercio di Udine d’intesa con il Dipartimento Politiche Sociale Educative e Culturali del Comune di Udine dei Civici Musei e Gallerie di Storia e Arte con il sostegno della Camera di Commercio e di vari sponsor. L’Ascom di Udine si è impegnata in questa operazione nella convinzione dell’importanza per l’intera città di un evento culturale di alto spessore.
La mostra si apriva con un inedita gigantografia della “Turandot” rappresentata al teatro Puccini a Udine nel marzo del 1948 e fu una delle prime tappe della carriera della giovane Callas. Va ricordato che l’evento rientrava nelle celebrazioni previste in tutto il mondo per l’anno 2007 per ricordare i sessant’anni dall’esordio italiano dell’artista e per i trent’anni dalla prematura scomparsa avvenuta a Parigi nel settembre 1977 .
Di singolare effetto la collocazione, mai avvenuta prima, degli importanti cimeli della più completa collezione esistente al mondo. I costumi e i gioielli di scena,i programmi di sala,locandine,le immagini della Medea di Pasolini interpretata dalla Callas, sullo sfondo dei capolavori di pittura ospitati nelle varie sale della Pinacoteca del Castello di Udine. Un significativo omaggio alla più grande cantante del nostro tempo.

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| Maria Callas nel marzo 1948 aveva solo ventiquattro anni (non ancora compiuti i 25) aveva ancora tutti suoi chili in più, attorno ai cento per intenderci, non era ancora la signora Meneghini, aveva tutta la sua voce, di un’estensione e di una potenza assolutamente eccezionale, dominando addirittura tre ottave, quando giunse a Udine per cantare al Teatro Puccini due recite dell’opera “Turandot”. Nel 1947 aveva debuttato in Italia, il 2 agosto all’Arena di Verona con “Gioconda” – fu un successo ma non il trionfo sperato – quindi alla Fenice con “Tristano e Isotta” e subito dopo, nel gennaio 48 cantò “Turandot”. Con l’opera di Wagner e l’ultimo capolavoro di Puccini finalmente si impose e anche la critica segnalò le sue non comuni possibilità ma in modo particolare l’interpretazione e il talento artistico. Per “Turandot” Giuseppe Pugliese il severo critico del Gazzettino aveva annottato : “Ammirevole per squillante, incisiva voce, specie nella tessitura acuta, artista di squisita sensibilità, di intelligenza scenica ed espressiva non comuni, ha affrontato l’asprissima tessitura con energia e sicurezza, ha soprattutto, cantato, ora con plastica evidenza, ora con profonda dolcezza come richiedeva il personaggio”. I migliori presagi, quindi, ma concluse le recite alla Fenice da altri teatri nessuna chiamata, cosa che dava molta amarezza alla cantante in trepida attesa. Finalmente dopo due mesi di totale silenzio la graditissima proposta di Udine, che fu una vera iniezione di fiducia e di entusiasmo per la giovane Maria. La Callas ricordò sempre con riconoscenza questo invito del Teatro Puccini per aprire la “Stagione di Quaresima 1948” in un cartellone di massima dignità. Sul Gazzettino del 13.3.1948 un titolo a quattro colonne dopo il trionfo della serata: “L’entusiastico successo di “Turandot” al Puccini” . Non si trattava certo di una “spedizione punitiva” come venivano definite le produzioni dei teatri minori o di provincia in quegli anni . Il direttore era Oliviero De Fabritiis, maestro prediletto da grandi cantanti dell’epoca come Beniamino Gigli e Maria Caniglia e che svolgeva un’intensa prestigiosa attività all’Opera di Roma. Pure affermato in vari teatri e non solo italiani il regista Augusto Cardi che utilizzò con ottimo risultato lo stesso allestimento del teatro La Fenice. Da Venezia fu anche chiamato l’ottimo tenore Josè Soler mentre nel ruolo di Liù figurava il soprano Dolores Ottani di delicata e sensibile vocalità, quale Timur l’autorevole basso Silvio Majonica. “Nel nome di Giacomo Puccini lo spettacolo inaugurale della stagione lirica di Quaresima ha avuto un successo veramente festoso-annotava il Gazzettino di Venezia-Maria Callas è stata una “ Turandot” eccezionale, con la sua voce incomparabile, tersa,calda,potente in tutti i registri, la Callas ha saputo scolpire il difficile personaggio orientale in modo ammirevole anche specialmente per rigore psicologico, per singolare forza espressiva e-specie nel secondo atto per incantante, statuaria bellezza drammatica. Da tanto tempo non ascoltavamo una cantante così dotata ed efficace. Molti ed insistenti gli applausi che spesso si sono trasformati in lunghe e cordiali acclamazioni. Per la cronaca diremo che erano presenti al “Puccini” le maggiori autorità cittadine”.
Udine portò davvero fortuna a Maria Callas: dopo la seconda recita si presentò in camerino emozionato ed entusiasta il direttore del Verdi di Trieste che le offrì per il mese successivo di aprile quattro recite di “Forza del destino”, mentre per il mese di maggio fu chiamata a Genova per
“ Tristano e Isotta” e nell’estate per “Turandot” alle Terme di Caracalla , all’Arena di Verona e al Carlo Felice di Genova. Un vero traguardo infine l’invito per “Norma” in novembre al teatro Comunale di Firenze dopo la felicissima audizione con Francesco Siciliani direttore artistico del Maggio Musicale al quale fu inviata per un consiglio da Tullio Serafin che pur avendola diretta nelle sue prime prove era ancora incerto sulle reali possibilità della cantante che trovò nel maestro Siciliani il vero Pigmalione. Avrebbe così abbandonato Wagner e le opere di estrema tensione come “Turandot” e l’aspettava nel 1949 l’illuminante prestazione nel Puritani di Bellini alla Fenice di Venezia, un memorabile trionfo di critica e di pubblico. Nacque così il nuovo e tanto atteso “Soprano drammatico d’agilità” e cominciarono i lusinghieri paragoni con le grandi cantanti dell’800: Maria Malibran, Giuditta Pasta e Giuditta Grisi.
Bruno Tosi

con il sostegno del Casinò
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