I sandali di Maria Callas tornano
a Roma sul luogo del… delitto: ricreati appositamente
da Rossimoda di Luigino Rossi per Pucci, infatti, sono
esposti nella mostra “Maria Callas il mito continua”,
che si è inaugurata giovedì 14 dicembre
al Museo nazionale degli strumenti musicali in Piazza
Santa Croce in Gerusalemme alla presenza della madrina
Giulietta Simionato e delle massime autorità
della capitale. Le preziose calzature, appartenenti
a Bruno Tosi, presidente dell’Associazione Culturale
Maria Callas, erano state rubate proprio a Roma nel
luglio 2005, nel corso di una mostra sulla Divina dislocata
in 32 vetrine della prestigiosa Via Giulia.

“Grazie all’intervento
della Marchesa Laudomia Pucci, figlia del conte Emilio
e numero uno della Maison fiorentina, finalmente potremo
tornare ad ammirare uno dei pezzi più belli dell’esposizione
itinerante sulla più grande cantante del Novecento
– sottolinea Tosi, in passato press agent delle
più famose star della lirica –. Si tratta
di un paio di sandali di perle e brillanti numero 38,
disegnati appositamente per la Callas da Emilio Pucci
a metà degli anni Cinquanta: sono quasi un gioiello
per l’eleganza e la loro semplicità. La
Callas li aveva indossati più volte durante la
crociera a bordo del Christina, la nave di Aristotele
Onassis, con un abito siriano in maglie d’argento”.
“Maria Callas il mito continua”,
che durerà fino al 28 gennaio, è una mostra
ricchissima: nelle splendide sale del Museo nazionale
degli strumenti musicali sono esposti abiti e gioielli
indossati dalla “Divina” sulla scena e nella
vita privata, ma anche lettere, borse e cappelli, gigantografie,
foto inedite, ritratti pittorici; ed ancora testimonianze
del suo rapporto con Pasolini in Medea, registrazioni
audio e video. Sino ad arrivare alle ricette di cucina
scritte di suo pugno e raccolte nei ristoranti di tutto
il mondo, appena pubblicate da Bruno Tosi nel libro
“La Divina cucina” (Trenta Editore).
L’esposizione romana apre le
celebrazioni in tutto il mondo per il trentesimo anniversario
della scomparsa della primadonna, morta a Parigi il
16 settembre 1977 (proprio nella capitale francese seguirà
la prossima mostra Callas, che poi si trasferirà
a Venezia, Pechino, Tokyo e Miami). “Ma c’è
da ricordare pure il sessantesimo del debutto italiano
della più grande cantante del Novecento e, forse,
di tutti i tempi – conclude il presidente dell’Associazione
Callas –, avvenuto in Veneto nel 1947, prima all’Arena
di Verona in Gioconda e poi alla Fenice di
Venezia in Tristano e Isotta”.
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