| Il Museo degli Strumenti Musicali,
sede di una tra le più prestigiose ed ampie collezioni
di strumenti rari di ogni epoca, accoglie la Mostra
dedicata alla “Divina” trasformandosi per
oltre un mese, sino al 28 gennaio 2007, nel luogo dove
la voce, il carisma, la leggenda sono messi in scena
insieme ai lati più nascosti ed umani della grande
cantante.
Maria Callas e Giulietta Simionato all’Opera di
Parigi nel 1965 (“Norma”)
La Mostra, a cura di Bruno Tosi, presidente
dell’Associazione culturale Maria Callas, con
l’allestimento dell’architetto Marco Rietti
e l’organizzazione di Lia Del Fabro dell’Associazione
Solea, è ricchissima: nelle splendide sale del
Museo, infatti, sono esposti abiti e gioielli indossati
dalla “Divina” sulla scena e nella vita
privata, ma anche lettere, borse e cappelli, gigantografie,
foto inedite, ritratti pittorici; ed ancora testimonianze
del suo rapporto con Pasolini in Medea, registrazioni
audio e video. Sino ad arrivare alle ricette di cucina
scritte di suo pugno e raccolte nei ristoranti di tutto
il mondo, appena pubblicate da Bruno Tosi nel libro
“La Divina cucina” (Trenta Editore).
La Callas è stata nella sua vita ammirata ed
odiata nella stessa misura in un susseguirsi, tra pubblico
e privato, di trionfi, scandali, cinema e teatro, colpi
di scena, mondanità, inquietudini, e lacrime
sino a quel settembre 1977 a Parigi, che la vide morire
in solitudine ed avvolta nel mistero a soli 54 anni.
La Mostra, che segue un ideale percorso
cronologico e critico attraverso le città maggiormente
legate al nome della primadonna, è realizzata
grazie al contributo della Regione Lazio, Assessorato
Cultura, Spettacolo, Sport, sponsor dell’iniziativa,
ed è patrocinata dall’Assessorato alla
Cultura e dall’Assessorato all’Ambiente
del Comune di Roma.
«La Divina ha molto amato Roma – ricorda
il presidente dell’Associazione culturale Maria
Callas, Bruno Tosi –. Nella Capitale è
stata presente fin dall'inizio della carriera e ha cantato
una ventina di volte, fino al 2 gennaio 1958, quando
un grande scandalo suscitò la Norma interrotta
al primo atto nella serata d’apertura del Teatro
dell'Opera, alla presenza del Presidente Gronchi. Una
profonda ferita lasciò nella Callas quella terribile
serata per le conseguenze che provocò e le inevitabili
ritorsioni: inutilmente l’artista cercò
di chiarire l’episodio e di discolparsi. A trent’anni
dalla morte, Roma deve qualcosa alla più grande
cantante del Novecento e forse di tutti i tempi: un
atto di riparazione che cancelli le ingiuste incomprensioni,
con un ideale “abbraccio”. Ciò vorrà
il “suo” pubblico e così idealmente
tornerà a cantare a Roma, sull’onda di
incancellabili ricordi».
MARIA CALLAS IL MITO CONTINUA
Roma, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali
Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9a
15 dicembre 2006 - 28 gennaio 2007
Orario: tutti i giorni (esclusi
i lunedì e i giorni 25, 27 dicembre 2006 e 1,
2 gennaio 2007) dalle 11 alle 19.
Ingresso
libero.

con il sostegno del Casinò
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