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V E N E Z I
A - O M A G G I O A
L L A C A L L A S
C O N M O S T R A E G
R A N G A L A' C. R. I.
A L L I D O
C H I O S T R O D I S A N
N I C O L O'
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RASSEGNA STAMPA
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Il Messaggero
Sabato 10 Agosto 2002
Inedito della Callas proiettato a Venezia
ROMA - Verranno celebrerati a Venezia i venticinque
anni della morte di Maria Callas. In un Gran
galà della Croce Rossa (7 settembre) di cui
è stata eletta madrina virtuale, verrà ricordata
la "Casta diva" e saranno proiettati alcuni
video inediti tra i quali un'intervista-confessione
del soprano.
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La Stampa
Sabato 10 Agosto 2002
Venezia per la Callas
Tra le iniziative che celebreranno a Venezia
i venticinque anni della morte di Maria Callas
ci saranno il Gran Galà della Croce Rossa
(7 settembre) di cui è stata eletta madrina
virtuale, e la mostra ospitata all'interno
del chiostro di S. Nicolò Maria Callas.
Una donna, una voce, un mito, aperta dal
28 agosto al 16 settembre.
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La Nuova
Sabato 10 Agosto 2002
(...)
In concomitanza con la Mostra del Cinema e
tra le iniziative che celebreranno a Venezia
i venticinque anni della morte di Maria Callas
ci saranno il Gran galà della Croce Rossa
(7 settembre) di cui è stata eletta madrina
virtuale, e la mostra ospitata all'interno
del chiostro di S. Nicolò Maria Callas
- Una donna, una voce, un mito, aperta
dal 28 agosto al 16 settembre. L'evento è
organizzato dall'associazione Maria Callas,
in collaborazione con la Biennale da Bruno
Tosi, giornalista, presidente dell'Associazione.
Tra gli invitati al Gala, Franco Zeffìrelli,
Ornella Muti, Catherine Deneuve.
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Il Gazzettino
Venerdì 9 Agosto 2002
ASTA A VENEZIA
Maria Callas madrina virtuale della Croce
rossa
Maria Callas, la cantante lirica che è diventata
ormai un mito, sarà la madrina virtuale del
Gran Galà della Croce Rossa Italiana, "Africa,
acqua fonte di vita", che si inaugurerà il
7 settembre al Lido di Venezia con l'attracco
del Panfilo "Christina".
L'evento, al quale la cantante lirica prese
parte più volte, rientra nelle celebrazioni
organizzate dall'Associazione Maria Callas,
Special Events in Venice e la Biennale di
Venezia, per il venticinquesimo anniversario
della morte del soprano, che si svolgeranno
dal 28 agosto al 16 settembre.
Durante la serata, al chiostro di S. Nicolò,
sarà anche battuta un'asta di beneficenza
per sostenere le attività a favore dei più
bisognosi.
Sempre nel chiostro dal 28 agosto è prevista
una mostra dal titolo "Maria Callas - Una
donna, una voce, un mito", in cui si potranno
ammirare costumi di scena, gioielli, libri
e altri oggetti appartenuti alla cantante
lirica e usati nelle sue innumerevoli rappresentazioni
teatrali che l'hanno portata in ogni parte
del mondo, osannata ed ammirata non solo dagli
amanti del bel canto.
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La Repubblica
Sabato 10 Agosto 2002
Il cinema ricorda Maria Callas
Parata di stelle per il gran galà della Cri
al Chiostro di San Nicolò il 7 settembre
VENEZIA - La nuova Mostra conferma i suoi
galà. La nuova gestione Bernabè-De Hadeln
della Mostra del cinema di Venezia, porterà
ancora feste, come nella tradizione, al Lido
e a Venezia durante i giorni dell'esposizione
cinematografica nel 70° compleanno della rassegna
(cui sarà dedicata una retrospettiva intitolata
«70 anni della Mostra: falce, martello e fascio»).
La più «mondana» si terrà il 4 settembre all'Arsenale
quando per il terzo anno consecutivo il cinema
si mobiliterà per raccogliere fondi contro
l'Aids. Quest'anno l'Amfar, l'American Foundation
for Aids Research, affiderà la conduzione
dell'asta di beneficenza a Lauren Bacall.
A ricevere gli ospiti della serata, sponsor
Bulgari, sarà Milla Jovovich, mentre Shirley
Bassey si esibirà in una speciale performance.
I biglietti per i tavoli vanno dai 1500 ai
15 mila dollari. La sera dopo, cena di gala
per Michelangelo Antonioni.
Oltre alle feste organizzate quotidianamente
dalle singole produzioni cinematografiche
per promuovere i film in vetrina alla Mostra,
l'altro appuntamento mondano è quello previsto
per il 7 settembre alle ore 21 al Chiostro
di San Nicolò con il tradizionale gala della
Croce Rossa Italiana: nel segno di Maria Callas
(in occasione del venticinquenale della morte
è atteso anche l'arrivo del Panfilo Cristina
dove sbocciò l'amore tra la cantante e Aristotile
Onassis), la festa aspetta Sofia Loren, Stefania
Sandrelli, Ornella Muti, Catherine Deneuve,
Michela Rocco di Torrepadula, Naomi Campbell,
Tosca D'Aquino, Alba Panetti, Manuela Arcuri,
Valeria Mazza, Elton John, Sabrina Penili,
Anna Falchi, Ela Weber, Fanny Ardant, Elisa
e Dionne Warwick.
Per la prima volta, poi la Mostra del cinema
e quella di architettura si uniranno in un
insolito weekend all'insegna dell'interscambio
culturale. Il 6 settembre all'Arsenale «vernice»
per i giornalisti, sia per quelli che seguono
la Mostra del cinema, in dirittura d'arrivo,
sia per quelli inviati per la Biennale architettura,
appena sbarcati al Lido per l'apertura dell'8
settembre. Al gala all'Arsenale è prevista
una folla di circa 3 mila giornalisti oltre
agli operatori culturali e agli artisti.
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Corriere
della Sera
Sabato 10 Agosto 2002
UNA DONNA UN MISTERO - Maria Callas
La divina e Onassis, quel fuoco greco che
non volle morire
Divorziò dal marito per l'armatore. Abbandonata,
ebbe una fine oscura
di Gaetano Afeltra
Sono passati quasi venticinque anni da quel
16 settembre 1977, quando Maria Callas cadde
a terra fulminata nella sua casa di Parigi,
senza un lamento. Aveva solo cinquantaquattro
anni. Oggi il suo ricordo è sempre vivo e
lacerante nel cuore degli appassionati di
lirica di tutto il mondo. Era stata la più
invidiata delle donne. Fiera, bella, con quel
suo viso tagliente che la magrezza conquistata
aveva reso più drammatico, «la Maria», come
veniva familiarmente chiamata, irraggiava
un fascino irresistibile.
Ostaggio del pubblico
Nella vita privata, Maria era una donna sola.
Travolta dalla fama, investita di un ruolo
che le avevano assegnato i suoi ammiratori,
recitava anche questa parte per non deludere
il pubblico. Non riuscì mai a dissipare quell'aura
di divismo quasi cinematografico di cui fingeva
di compiacersi, come se non le bastassero
il palcoscenico e le luci della ribalta. Invece
il successo la teneva in ostaggio. Aveva patito
molte delusioni. Il giorno dopo il trionfo
di Medea, mi disse: «Ho la casa piena di fiori,
sembra un'immensa camera ardente, ma mi manca
sul comodino quella rosa che ogni donna desidera».
Poi aggiunse: «Volevo dei figli, e i miei
figli sono stati quelli di Medea e di Norma».
Oltre a essere una straordinaria cantante,
la Callas era una grande attrice. Era greca,
e possedeva un temperamento da artista tragica.
Aveva l'energia di una Duse e di una Sarah
Bernhardt. Come facesse, Dio solo lo sa, dato
che per la sua mio pia bisognava tracciare
col gesso righe bianche sul palcoscenico,
perché lei non vedeva nemmeno il direttore
d'orchestra. Eppure si muoveva come una dea.
Per il suo temperamento veniva definita «metà
tigre, metà strega». Ma per i suoi ammiratori
era «la divina». Aveva il mondo nelle mani.
Era una brava moglie, ma anche una donna sola.
Trascorreva le giornate tra la sua casa di
via Buonarroti a Milano e la Scala, dove provava.
Poi arrivò l'armatore Aristotele Onassis,
e invitò lei e il marito a una crociera cui
partecipò anche Winston Churchill. Quel che
accadde sul «Christina» fa ormai parte delle
leggende d'amore. Onassis aveva conosciuto
Maria in casa di Wally Toscanini, dopo una
prima alla Scala. L'armatore si inchinò, le
baciò la mano e le disse, in greco: «Madame
Callas, lei è davvero la dea che immaginavo.
Sono onorato di fare la sua conoscenza. Spero
di poterla rivedere». E si rividero.
Galeotta fu la crociera: al ritorno, Maria
Meneghini Callas era solo la Callas. Il marito,
che l'aveva seguita per dieci anni, se ne
tornò a Verona, mentre i due colombi presero
il volo, incalzati da torme di reporter e
fotografi. Maria e Onassis andarono a Sirmione
a parlare con Meneghini. In un primo momento,
l'incontro fu freddo ma corretto. Cenarono
in assoluto silenzio, poi, allontanata la
servitù, si chiusero in una stanza. Si sentirono
urla. Quando, per ultima, Maria lasciò la
casa, il marito le gridò dietro: «Portati
anche il cagnolino», sbattendo la porta.
Il primo anno a Parigi fu un susseguirsi di
impegni mondani. Per i continui sbalzi di
umore di Onassis, il cielo del loro amore
era spesso offuscato di nubi. Il sogno della
Callas era quello di sposare l'armatore, come
lui le aveva promesso.
Ai primi del 1966, da cittadina greca Maria
ottenne lo stato civile, di donna libera.
A quel punto pensò di potersi finalmente unire
a Onassis. Ma Ari rispondeva con ironia. Lei
voleva una famiglia, lui il mondo. Maria si
sentì offesa, rifiutata. Esplose, ma poi si
rassegnò. Nessuno dei due voleva perdere l'altro:
Maria per amore, lui per vanità.
Il momento cruciale doveva ancora arrivare.
Alcuni mesi dopo, la Callas restò incinta.
Quello di avere un bambino era sempre stato
,il desiderio più forte della sua vita. Ma
Onassis non ne volle sapere. Furono giorni
terribili. Il sacrificio fu enorme, ma segnò
anche il principio della fine. Il «fuoco greco»,
come lo definì un biografo, andava spegnendosi.
Maria fece un ultimo disperato tentativo:
chissà che un'estate a Skorpios da soli non
riaccendesse in lui il desiderio. Ma Onassis
era già un altro. Arrivava tardi, pranzava,
sempre fuori. Maria sentiva che stava per
perderlo. Rientrò a Parigi divorata dall'inquietudine.
Ari le dedicava sempre meno tempo; poi arrivarono
gli inganni, le bugie. Una settimana dopo,
una foto pubblicata dalla stampa francese
lo mostrava a «El Maroco» insieme con Jacqueline
Kennedy. Per Maria fu un dolore lancinante.
Tornato a Parigi, Onassis le propose una crociera
ai Caraibi. Maria non ebbe neanche il tempo
di cominciare a nutrire una piccola, speranza,
che la frase successiva la tramortì, come
un colpo di colpo di scure: sarebbe venuta
anche Jacqueline. Altro che incontro mondano!
A un tratto, la Callas ricordò un piccolo
episodio avvenuto quando erano a New York,
e a cui non aveva fatto troppo caso. Onassis
aveva telefonato alla Kennedy invitandola
a bere qualcosa insieme a lui e a Maria, ma
Jacqueline aveva risposto: «In questo caso,
allora, un'altra volta». Ora sì che Maria
capiva cosa veramente aveva voluto dire la
Kennedy.
A questo punto, tutto lo strazio che covava
dentro da tempo eruppe come magma ribollente
dal fondo della sua anima di donna, di amante,
di greca tradita: gli rinfacciò le mille mortificazioni
subite, gli disse che le aveva spezzato la
vita, e si abbandonò a un pianto disperato.
Al termine di uno sfogo che avrebbe mosso
a pietà la più insensibile delle fiere selvatiche,
Onassis le voltò le spalle. Allo stremo delle
forze psichiche, Maria andò avanti per settimane
a tranquillanti e sonniferi. Il 20 ottobre
1968, un laconico comunicato stampa annunciava
le nozze fra Onassis e la Kennedy. Un contratto
d'affari, più che un matrimonio, ma per Maria
fu una pugnalata nel petto.
Sogni bellissimi
Passato il clamore, Onassis si sentì sfruttato
dall'avidità di Jacqueline. L'immagine pulita
di Maria cominciò a girargli nella testa.
Appena arrivato a Londra in luna di miele
(se così la si può definire), dal «Savoy»
telefonò alla Callas. Da allora, quel numero
fu fatto tutte le sere. La fiamma s'era riaccesa,
questa volta in Onassis spuntava l'amore.
Lo si vedeva uscire all'una di notte dalla
casa della Callas in via George Mendel 36.
Un fotografo l'aveva ritratto con lei da «Maxim's».
Due giorni dopo, Jacqueline piombò a Parigi
e volle la ripetizione della cena nello stesso
ristorante. Onassis obbedì. Era il 1970. Maria
Callas, che aveva già costruito sogni bellissimi,
si sentì di nuovo tradita. Andò in Grecia
il 15 agosto, giorno del suo onomastico. Lui
la raggiunse in elicottero, la bació e la
volle con sé per sempre.
Onassis si trovava ad Atene quando ebbe il
primo attacco della malattia che gli sarebbe
stata fatale. I medici consigliarono l'immediato
ricovero all'ospedale americano di Parigi.
Prima di entrarvi, Onassis incaricò i suoi
avvocati di ridurre al minimo l'eventuale
eredità cui la Kennedy aveva diritto. Un segno
di rimorso? In ospedale portò con sé una coperta
di cachemire rossa di Hermès regalatagli da
Maria per il suo compleanno. Jacqueline arrivò
solo mezz'ora prima che morisse.
Da quel momento, Maria Callas cominciò anche
lei a spegnersi giorno dopo giorno. La dichiarazione
di decesso, datata 16 settembre, attribuiva
la fine della più famosa cantante lirica del
mondo a un attacco cardiaco. Certo, il medico
non poteva dire che di tristezza e di abbandono
si può anche morire.
L'omaggio
Venezia, i cimeli del soprano in mostra. Al
porto arriva lo yacht «Christina»
Costumi, gioielli, fotografie e cimeli. Tutti
appartenuti a Maria Callas, la divina.
Sono gli oggetti che andranno in mostra a
Venezia dal 28 agosto al 16 settembre per
l'omaggio che l'associazione Maria Callas
e la Biennale dedicheranno al soprano a venticinque
anni dalla scomparsa, avvenuta a Parigi il
16 settembre 1977. L'esposizione (curata da
Bruno Tosi e intitolata «Maria Callas - Una
donna, una voce, un mito») si terrà nel chiostro
di San Niccolò. Fra gli oggetti in mostra,
il costume della Traviata al Metropolitan
di New York del '58, quello disegnato da Zeffirelli
per la Tosca al Covent Garden di Londra
del '64 e quello che la cantante indossò per
la sua ultima tournée. Sempre a Venezia, alla
divina sarà dedicato il Gran galà della
Croce Rossa, il prossimo 7 settembre. L'evento
sarà aperto dall'attracco al Lido del Christina,
il panfilo teatro della storia d'amore fra
la Callas e il miliardario greco Onassis.
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