| Un Museo Maria Callas a
Venezia. A proporlo è il presidente
dell’Associazione culturale Maria Callas, Bruno
Tosi, che negli anni ha raccolto migliaia di fotografie
e centinaia di costumi e gioielli di scena, abiti da
sera, accessori e cimeli della “primadonna”,
sempre molto apprezzati nelle città più
importanti del mondo.
«Quando saranno esaurite le mie
mostre itineranti dei cimeli appartenuti al grande soprano,
mi piacerebbe raccoglierli in uno spazio museale prestigioso
di Venezia e donarli alla città - dichiara Tosi
-. Nel frattempo chiedo la collaborazione di tutti quanti
amano Maria Callas: attualmente sto raccogliendo nuovo
materiale sulla Divina per pubblicare una raccolta di
tutte le critiche su Maria Callas, e chiedo a tutti
coloro che sono in possesso di articoli che la riguardano
di segnalarmelo all’e-mail ».
Tosi è da sempre un grande appassionato
dell’opera e specialmente della cantante greca,
che ha ammirato per la prima volta alla Fenice nel 1954
in “Medea”: «Ma dovevo seguirla e
amarla in segreto, perché nei suoi anni d’oro
ero press agent della sua “rivale”, Renata
Tebaldi - racconta -. La Callas è nata artisticamente
a Venezia, città che ha amato in modo particolare
e dove la sua vita è cambiata dopo l’incontro
con Aristotele Onassis nel 1957».
La prima mostra “Maria Callas
– una Donna, una Voce, un Mito” è
stata nel 1993 proprio a Venezia, in piazza San Marco:
finora in totale ne sono state realizzate oltre 40,
toccando pure Roma, Parigi, New York, Città del
Messico e Tokyo. Tra le prossime tappe Amburgo e Miami.
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