| Venezia, 10 settembre 2006
– “Foto come queste non se ne fanno più”.
È il primo commento di tanti visitatori della
mostra Callas. Diva a Venezia in corso
al Centrale Lounge in occasione della 63. Mostra del
Cinema di Venezia. La ragione, sicuramente, non sta
nell'abilità dei fotografi - eccellenti oggi
come negli anni ‘50 - ma nel fatto che di vere
"Divine" non ce ne sono più. Le abbiamo
attese inutilmente al Lido non solo negli 11 giorni
dell'ultima kermesse, ma per tutte le ultime
edizioni della Mostra del Cinema. Di star e
starlette ne sono passate tante, di "Divine"
neanche l'ombra, e chi sperava in un tocco di vera classe
da parte di Catherine Deneuve è rimasto nuovamente
deluso. La sera della premiazione, l'icona del cinema
francese che presiedeva la Giuria di Venezia 63 assomigliava
a Crudelia Demons della Carica dei 101, o meglio
ad una sua cameriera che ne indossasse un'abito scartato:
non tanto, si badi bene, per il volto tirato dalle interminabili
discussioni sui Leoni d'Oro e d'Argento, ma per quelle
sovrabbondanti piume di struzzo nere, quelle manichette
invisibili che mostravano implacabili le braccia ingrassate,
e lasciamo perdere la gonna di un abito assolutamente
da dimenticare.

Maria Callas alla guida di un mitico motoscafo Riva
negli anni Cinquanta
Con lei, in passerella e sul palco
della sala grande, attrici e attricette che si atteggiavano
in tutti i modi per ottenere almeno uno scatto decente
ma, da quanto si è visto sui giornali, nessuna
è riuscita a ottenere una foto che possa rimanere
indelebile nella memoria. E non si illuda il sindaco
di Roma Valter Veltroni, neanche lui riuscirà
ad avere una "Divina" per la sua Festa del
Cinema, semplicemente perchè non ce ne sono più.
"Divina" era lei, Maria Callas, che è
stata la più grande cantante del secolo scorso
ma anche un'icona glamour alla Audrey Hepburn, che aveva
carisma e classe paragonabili a quelli di Grace Kelly.
Callas, per molti anni, scelse Venezia e il Lido. "Non
solo perchè alla Fenice ottenne il primo grande
successo di critica come soprano drammatico d'agilità
nel 1949 quale Elvira nei 'Puritani' e perchè
cantò ininterrottamente nel tempio veneziano
della musica per otto volte fino al 1954, ma perchè
amava intensamente questa città e perchè
qui nel 1957 incontrò Aristotele Onassis"
sottolinea Bruno Tosi, presidente dell'Associazione
culturale Maria Callas, a cui si devono le immagini
inedite della "Diva assoluta" dal glamour
discreto e inconfondibile di Callas. Diva a
Venezia.

Maria Callas con Elsa Maxwell e Aristotele Onassis sulla
spiaggia dell’Hotel Excelsior
al Lido di Venezia nel settembre 1957
La mostra è composta da 13 grandi
immagini inedite, la maggior parte in bianco e nero.
Si va dalla Callas che posa in costume da bagno al Lido
nell'estate del 1957 o che gioca teneramente con il
marito Giovanni Battista Meneghini sulla battigia, a
lei che guida un motoscafo Riva ed è in compagnia
del grande Luchino Visconti al Palazzo del Cinema. La
"Divina" è ritratta mentre si ripara
dal sole, mentre siede all'Harry's Bar con la 'pettegola
di Hollywood' dell'epoca, Elsa Maxwell, in uno scatto
turistico davanti al ponte dei Sospiri. Vi sono pure
eccezionali immagini all'Hotel Excelsior con Aristotele
Onassis e la contessa Natalia Volpi di Misurata, e del
sontuoso ricevimento all'Hotel Danieli del 3 settembre
1957, al fianco di Merle Oberon.
Intanto anche Amburgo punta sulla Callas: la mostra
Maria Callas. Il mito continua, organizzata
anch'essa dall'associazione presieduta da Tosi, sta
richiamando ogni giorno decine di migliaia di visitatori
all'Alsterhaus, attirati anche dalle oltre 300 gigantografie
distribuite in tutta la città.
Un vivo ringraziamento
a Cosimo Capanni per le splendide immagini
fornite,
che hanno reso possibile la realizzazione
della mostra “Callas. Diva a Venezia” |
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