GRANDI MOSTRE CALLAS 2008 A FIRENZE

Villa Medicea del Poggio Imperiale
Giovedì 8 maggio p.v. apre i battenti, nella meravigliosa Villa Medicea del Poggio Imperiale, sede dell’Educandato Statale SS. Annunziata, l’eccezionale mostra “Maria Callas: La Divina a Firenze”, curata da Bruno Tosi, dedicata alla grande Artista in occasione del suo 60° anniversario dal debutto in Norma al Maggio Musicale Fiorentino.
Ne danno l’annuncio il Presidente del Consiglio di Amministrazione del-l’Educandato Statale SS. Annunziata del Poggio Imperiale, Dr. Roberto Verrucchi, il Rettore Prof. Enrico Fadda e il Presidente di Firenze Lirica, Dr. Vincenzo Ruocco.
La mostra sarà aperta al pubblico dal giorno 8 Maggio al 7 giugno 2008, osservando i seguenti orari: dal lunedì al venerdi ore 10-12 e 17,30-20,30;
sabato e domenica, ore 9-13 e 15-20.
In esposizione una preziosa ed interessante carrellata di abiti, gioielli personali e di scena, lettere, suppellettili, oggetti tanto cari alla Callas nell’ ideale scenario offerto dalla Galleria della Villa del Poggio Imperiale, in cui riecheggia la voce dell’Artista in rarissime registrazioni e proiezioni in diffusione.
Dopo tali date la Mostra lascerà l’Italia per essere esposta in Città estere di vari Continenti: una occasione unica ed irripetibile, quindi, per ricordare il genio teatrale della “Divina”, inquieto personaggio, donna ammirata e idolatrata e al tempo stesso odiata, i suoi successi, il cinema, gli amori, i dolori, gli anni dello sconforto e dell’abbandono, fino al drammatico epilogo di una vita entrata nella leggenda.
Firenze Lirica |

Istituto SS. Annunziata |
MARIA CALLAS: DA FIRENZE ALLA STORIA
La mostra dedicata a Maria Callas giunge a Firenze nel suggestivo, splendido spazio di Villa di Poggio Imperiale, sede dell’Educandato della S.S.Annunziata, per ricordare doverosamente i sessant’anni dal suo debutto nella Città del Giglio e dalla rivelazione nella “Norma” di Bellini che interpretò al Teatro Comunale per la prima volta, per intuizione e volontà dei suoi primi Pigmalioni : i maestri Francesco Siciliani e Tullio Serafin.

Sarà probabilmente l’ultima esposizione in Italia con il titolo semplice ma significativo “MARIA CALLAS : LA DIVINA A FIRENZE”. Subito dopo sarà a Lisbona dove la più famosa Primadonna del nostro tempo verrà ricordata per la trionfale Traviata del 1958 e poi ancora nella sua città natale, New York, quindi a Chicago, Los Angeles, Mosca, Tokio, Pechino. La collezione di Bruno Tosi e dell’Associazione Culturale Maria Callas, certamente oggi la più ricca e completa del mondo, verrà donata a Venezia dove diverrà nel cuore della città lagunare un Museo e un’esposizione permanente, mettendo a disposizione degli studiosi di canto e di giovani artisti un imponente archivio che racchiude la storia non solo di Maria Callas, ma della Scala e dell’evoluzione del belcanto nel Novecento. Non semplicemente una galleria di ricordi e di mitici cimeli, ma un centro vivo di cultura nella Città dove è nata la Musica e ha ospitato i primi teatri pubblici. L’Associazione Callas è stata fondata nel 1992 da Bruno Tosi, fin dall’inizio Presidente, e la Mostra dal 1993 ha girato il mondo, suscitando ovunque grandi consensi, dal Lincoln Center a New York al Palacio des Bellas Artes di Mexico City, dal Tokio Opera City all’Hotel de Ville, il prestigioso Palazzo Municipale di Parigi.

Firenze figura tra le prime tappe nella gloriosa carriera della Callas, che aveva esordito in Italia nell’agosto del 1947 all’Arena di Verona in “Gioconda” e alla Fenice di Venezia nel dicembre dello stesso anno con “Tristano e Isotta” al Teatro La Fenice. I suoi personaggi erano quelli tipici del repertorio drammatico o wagneriano o di tremenda tensione vocale come “Turandot”, opera d’esordio a Roma alle Terme di Caracalla. Il 30 novembre 1948 al TEATRO COMUNALE DI FIRENZE finalmente la “NORMA” di Bellini destinata a divenire la più sublime interpretazione della Callas e la nascita del soprano lirico drammatico d’agilità. Il maestro Tullio Serafin aveva diretto la giovane primadonna in quasi tutte le prime esecuzioni italiane e poiché gli impegni si stavano esaurendo e c’era la reale possibilità di un ritorno in America della cantante, inviò Maria a Firenze chiedendo a Francesco Siciliani, allora direttore artistico del Maggio Musicale Fiorentino, di ascoltarla e dare un giudizio. Era l’estate 1948 le prime arie dell’audizione furono quelle solite di Gioconda e Isotta. A questo punto il maestro Siciliani chiese all’artista cosa studiava in Grecia con la sua maestra Elvira de Hidalgo e la risposta fu che Bellini era il suo musicista preferito. Eseguì l’aria dai “Puritani” e poi “Casta Diva”. Siciliani alzò il telefono e pregò il sovrintendente Parise Votto e così ci fu subito la scrittura per due recite di “Norma” per il novembre 1948 e la critica, non solo fiorentina, potè così scoprire la cantante e l’interprete che tutti attendevano e destinata a divenire protagonista assoluta nei templi mondiali della lirica.

Nella Mostra del Poggio Imperiale un ampio spazio è dedicato al periodo fiorentino di Maria Callas e alle sue interpretazioni divenute storiche. Per la prima volta sono esposti documenti e carteggi acquisiti nella grande asta presso la Sotheby’s di Milano il 12 dicembre scorso. Bruno Tosi e l’Associazione Callas (con il sostegno del Casinò di Venezia) hanno potuto entrare in possesso praticamente dell’intero archivio di Maria Callas ricostruendo l’intera cronologia della carriera della Divina fin dal 1947. Tutte le critiche pubblicate in Italia e nel mondo, e migliaia di fotografie praticamente inedite, oltre agli abiti da concerto e personali. che si sono aggiunti a quelli già in possesso dall’Associazione.

Di particolare interesse le recensioni originali dell’epoca per “Norma” e gli spettacoli successivi, fra cui Armida, Puritani, Traviata, Orfeo di Haydn fino al clamoroso debutto nella “Medea” di Cherubini nel 1953. Assolutamente inedito il carteggio fra Maria e il Maestro Serafin di cui è esposto un ritratto con una significativa dedica : “A Maria Callas in Meneghini – voce unica – Artista che sa dare tutte le emozioni. Creatura e me particolarmente cara che ha affrontato tutte le difficoltà, le lotte per la carriera artistica con la fede soltanto in se stessa, nel suo valore. Con l’affetto di sempre. Tullio Serafin”. Maria conservò la fotografia sia nella casa di Milano che in quella di Parigi, in una cornice di cristallo e argento, in bella vista sul pianoforte, tra i ricordi più cari.

Tra i cimeli esposti per la prima volta due lettere autografe delle grandi cantanti dell’ottocento Giuditta Pasta e Giulia Grisi e una fotografie con firma autografa di Gioachino Rossini, donata dai suoi ammiratori alla primadonna in occasione della prima del Barbiere di Siviglia alla Scala. Del periodo milanese sono esposte le locandine e le immagini più significate delle sue acclamate interpretazioni, da Aida del 1950 alle ultime apparizioni in Anna Bolena e Poliuto, 1961. Di grande interesse una completa documentazione del film
Medea di Pasolini, con due disegni dedicati dal regista e poeta a Maria e le lettere d’amore di lei a Pier Paolo. Il rapporto tra i due artisti fu un vero e proprio incontro d’anime.

Nel percorso della galleria della si possono ammirare i costumi di scena di Tosca, Traviata, La Vestale, Barbiere di Siviglia, i gioielli di scena e i ventagli donati da Luchino Visconti per la Traviata della Scala, abiti da gran sera di grandi stilisti come Biki, Christian Dior, Yves Saint Laurent, Lanvin e preziosi accessori come i sandali creati per lei dal fiorentino Emilio Pucci.
Bruno Tosi
A DACIA MARAINI IL PREMIO MARIA CALLAS
Ospite d’onore eccezionale giovedì sera alla Scuola Statale S.S.Annunziata nella Villa Medicea del Poggio Imperiale di Firenze la famosa scrittrice Dacia Maraini che riceverà dalle mani di Bruno Tosi, presidente dell’Associazione Maria Callas di Venezia un riconoscimento che porta il nome della più illustre cantante lirica del Novecento, appunto il Premio Callas , finora solo assegnato al soprano Raina Kabaivanska.
Giornata assai intensa per Dacia Maraini che nel pomeriggio di giovedì 29 maggio presenteràal Giardino dei Ciliegi il suo ultimo romanzo “Il treno dell’ultima notte” e che poi sarà alla Villa del Poggio, dove è allestita la Mostra “Maria Callas e Firenze” che sta ottenendo un grande successo e che rimarrà aperta fino al 7 giugno prossimo. Con la Maraini sarà premiato anche il critico e musicologo Alfredo Mandelli.
La visita di Dacia Maraini alla Scuola S.S.Annunziata riveste uno speciale significato: infatti la scrittrice fu una delle giovanissime ospiti negli anni 40 dell’Educandato che ebbe tra le allieve illustri anche Maria José di Savoia. Il Presidente e il Rettore della Villa Medicea consegneranno alla Maraini anche un riconoscimento dell’Educandato nel ricordo dell’ormai lontano soggiorno della giovane Dacia.
La Mostra Maria Callas e Firenze, allestita da Bruno Tosi, in collaborazione con l’Associazione Firenze Lirica comprende i più importanti cimeli legati al mito della primadonna, con uno speciale spazio riservato ai suoi trionfi al Teatro Comunale e al Maggio Musicale Fiorentino dal debutto in Norma nel 1948 fino alla Medea Cherubini del 1953, forse la sua più acclamata interpretazione.
Il Premio alla Maraini ha una precisa motivazione : la grande amicizia che legò la scrittrice alla primadonna alla quale sono stati dedicati molti scritti, fra cui una lunga intervista inserita nel libro “E tu chi eri?” dedicato all’infanzia dei più noti personaggi del Novecento. Con la Callas, Pier Paolo Pasolini e Alberto Moravia la Maraini fece negli anni 70 e 71 due lunghi viaggi in Africa e in suo scritto Dacia rievocò l’amore della Callas per Pasolini. Tra i due personaggi ci fu infatti uno straordinario incontro d’anime.
“Viaggiare con Maria Callas – ha scritto la Maraini – era come andare in giro con una”Voce” vestita da signora. Non perché lei facesse pesare il fatto di avere quella voce sublime e unica, quanto il feticismo della gente che si accalcava attorno a lei come se oltre alla voce quel corpo non ospitasse anche un cuore e un cervello”.
“Una donna sicura di sé Maria Callas – ha scritto ancora la Maraini. Ma a conoscerla meglio si scopriva in lei una bambina melanconica e sentimentale. La sua mondanità era un gioco, anche crudele, da cui non sapeva uscire senza ferirsi. Ma in questo grande sogno, si capiva che era sola e senza amici, spesso terrorizzata dalla fragilità del suo spirito”.
“Strano che sia stata sempre presentata al pubblico come una donna forte e cinica. A me ha fatto l’effetto contrario e sono contenta di conservare dei ricordi teneri e gentili di una Callas che forse sentiva l’esilio( voluto da lei) dai palcoscenici come qualcosa di imperdonabile e si dedicava all’amore per Pier Paolo con animo fermo e trepido”.
L'immagine proviene dall'archivio fotografico personale di Dacia Maraini:
da sinistra Maria Callas, Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Dacia Maraini.
Puntuale il 29 maggio l'arrivo all'Educandato del Poggio Imperiale di Dacia Maraini festeggiatissima dalle giovani ospiti del prestigioso ed esclusivo Convitto dal Presidente e dal Rettore della Scuola Statale S.S.Annunziata dove la fine degli anni 40' l'adolescente Dacia fu ospite per 4 anni scolastici. Dalle mani del Rettore Fadda, Dacia Maraini ha ricevuto un ricordo dell'Educandato e da Bruno Tosi il "Premio Maria Callas" nell'occasione consegnato anche al noto musicologo Alfredo Mandelli.Dacia Maraini ha rievocato con toccanti parole la sua esperienza nella scuola del Poggio Imperiale e l'amicizia durata negli anni con le sue compagne che a Firenze vengono definite " poggioline" e con cui ha conservato con alcune una buona amicizia. Poi la scrittrice ha naturalmente parlato di Maria Callas,della sincera e profonda amicizia che le ha legate ed in modo particolare facendo un toccante ritratto di Maria-donna che ha definito "fragile e dolcissima" assolutamente "semplice e umile", un ritratto ben diverso dalla "tigre" come comunemente fu descritta la Divina. Dacia ha confermato l'amore e la tenerezza della Callas per Pier Paolo Pasolini ricambiata con amicizia e devozione dal poeta di Casarsa.
Alfredo Mandelli a sua volta ha ricordato la grandezza dell'artista che come critico del settimanale Oggi seguì dall'inizio, fin dal debutto all'Arena di Verona in " Gioconda" nell'agosto 1947 trasmesso in diretta radiofonicamente e poi i tanti trionfi a Milano negli anni d'oro della Scala.
Un'altro affollatissimo incontro si è avuto nella Sala Bianca di Villa del Poggio per la chiusura della Mostra. Il grande critico fiorentino Leonardo Pinzauti assai festeggiato dai presenti .Il giovane collezionista e appassionato Calassiano Cosimo Capanni e Bruno Tosi hanno commentato moltissimi filmati inediti di Maria Callas.
Più che positivo con migliaia di visitatori il bilancio della mostra " La Divina a Firenze".

Alfredo Mandelli,Dacia Maraini,il Rettore Fadda |

Alfredo Mandelli Dacia Maraini, Bruno Tosi |
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con il sostegno del Casinò
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