Trionfa a Ca' Vendramin Calergi Sede del Casinò di Venezia (Canal Grande)
la mostra “L'INCONTRO, LA MAGIA” MARIA CALLAS E VENEZIA
Si è aperta il 2 agosto nella prestigiosa cornice di Ca' Vendramin Calergi sede del Casinò di Venezia, prestigioso Palazzo sul Canal Grande, storica e fastosa dimora dove nel 1883 ha soggiornato ed è morto Richard Wagner, la mostra "L'INCONTRO, LA MAGIA" MARIA CALLAS E VENEZIA, che chiuderà il 25 agosto 2007. L'ingresso è libero, l'orario d'apertura dalle ore 15 alle ore 24, tutti i giorni, dando così la possibilità ai veneziani e ai turisti ospiti della città di visitare, oltre che la Mostra itinerante dedicata alla Divina e considerata la più importante del mondo, anche uno dei più bei Palazzi di Venezia dopo Palazzo Ducale. L'esposizione è promossa dal Casinò di Venezia ed è stata realizzata in collaborazione con l'Associazione Maria Callas, presieduta da Bruno Tosi, con il patrocinio del Comune di Venezia. Nel catalogo che viene offerto a tutti i visitatori c'è il saluto del sindaco di Venezia Massimo Cacciari e del presidente della più famosa Casa da gioco italiana Mauro Pizzigatti.

Maria Callas si rivelò grande cantante sessant’anni fa, proprio a Venezia, al debutto alla Fenice, con “Isotta”, cui seguì, pochi giorni dopo, “Turandot”. Nei sette anni successivi, fu ancora il Teatro del Selva a ospitare sue interpretazioni memorabili - da Elvira a Norma, da Violetta a Lucia di Lammermoor a Medea - che la consacrarono definitivamente come straordinaria interprete lirica, e cominciarono a costruirne il mito di giovane primadonna. Dal 1954, Maria Callas non cantò più alla Fenice, ma rimase sempre legatissima a Venezia, di cui era affascinata. La Città la ha voluta ricambiare e ricordare, intitolando al suo nome ponte e fondamenta che danno accesso a una antica porta del Teatro La Fenice e alla nuova Sala “Aldo Rossi”.
A sessant’anni dall’incontro della Callas con Venezia, e a trenta dalla sua morte, Ca’ Vendramin Calergi ospita la mostra “L’incontro, la magia”: cimeli, abiti di scena, documenti, gioielli, filmati, libri, fotografie, lettere raccolti da Bruno Tosi con intelligenza e con passione, in lunghi anni di ricerche. La mostra, che fu esposta per la prima volta a Venezia, nello Spazio Olivetti, si è continuamente arricchita e rinnovata, e ritorna oggi in laguna, grazie alla iniziativa del Casinó Municipale di Venezia Spa, dopo grandi successi di critica e di pubblico in tutto il mondo, da Parigi a New York, da Atene a Tokyo a Roma... Una occasione preziosa per rivivere con emozione la storia e l’arte di una donna che diventò “la divina Callas”.
Massimo Cacciari
Sindaco di Venezia
Quando parliamo di Maria Callas intendiamo ricordare, soprattutto, una meravigliosa voce e un talento artistico irripetibile. Ciò che è seguito alla sua scomparsa è stato un vuoto incolmabile dal punto di vista artistico, se è vero che tutti, riferendosi a Maria Callas, la definiscono ancora oggi, a distanza di così tanto tempo, la “Divina”. Maria Callas amò moltissimo Venezia e il Teatro La Fenice che Le diede la possibilità di misurarsi con il grande pubblico, quando il suo talento era ancora acerbo. Il Casinó di Venezia, che si identifica con la storia della Città lagunare vuole rendere omaggio alla “Divina” e al suo forte legame con Venezia organizzando un periodo di celebrazioni, che prende avvio con questa importante mostra e si concluderà il 16 settembre 2007 (giorno del trentesimo anniversario della scomparsa), quando il soprano Dimitra Theodossiou, considerata l’erede di Maria Callas, si esibirà al Teatro La Fenice di Venezia nelle liriche più care alla “Divina”.
Prof. Avv. Mauro Pizzigati
Presidente Casinó di Venezia

MARIA CALLAS: L’INCONTRO, LA MAGIA
“ La Callas - dichiarò il Maestro Riccardo Muti all’indomani della sua prematura e tragica scomparsa avvenuta
nel 1977 (quest’anno celebreremo a Venezia e in tutto il mondo il trentennale della morte) - era quasi una
persona immortale incarnata nell’arte lirica. Maria Callas - disse sempre Muti - è stata per il canto quello che
Toscanini è stato per la direzione d’orchestra”.
Davvero quest’Artista ha segnato la nostra epoca e senza dubbio è un Mito che sopravviverà a lungo nel
tempo. Nessuna cantante fu più amata, nessuna più detestata di lei. Dominò per un ventennio le scene
come una Diva dell’Ottocento, ma rivoluzionò l’interpretazione nel nostro tempo, riportando il belcanto
antico. Bellini, Donizetti, Verdi l’avrebbero applaudita in modo incondizionato: le colleghe di Maria non sono
infatti le pur grandi cantanti della sua epoca, ma Maria Malibran, Giuditta Pasta e Giulietta Grisi, le prime
Norme e Sonnambule.
Non c’è da ricordare solo il trentennale della prematura scomparsa, a soli 53 anni (ma i Miti non muoiono)
ma anche quello festoso dei 60 anni dal debutto in Italia e a Venezia nel dicembre 1947 con Tristano
e Isotta. Cantò ininterrottamente alla Fenice fino al 1954 nelle opere più impegnative del suo repertorio,
da Norma - Traviata, da Lucia di Lammermoor a Medea. Ma va principalmente ricordato il suo trionfo nei
Puritani nel 1949 pochi giorni dopo le recite di Walchiria: nacque con lei il soprano drammatico d’agilità,
inedito per il Novecento.
Per Venezia non si parlerà solo del suo canto ma saranno presenti nella Mostra anche le immagini della
Donna, sulla spiaggia del Lido con la nuova invidiabile linea, dopo il prodigioso dimagrimento, le apparizioni
al Festival del Cinema, nel corso della festa data per lei al Danieli nel 1957 da Elsa Maxwell dove incontrò per
la prima volta Aristotele Onassis con lei anche in molte foto all’Excelsior .
Tutto questo apparire viene posto ed esaltato nella mostra “L’ Incontro, la Magia”, che il Casinó ospita nelle
prestigiose sale di Ca’ Vendramin Calergi .
I visitatori troveranno con emozione la magica atmosfera dei suoi trionfali passaggi sulle scene, il fascino
del suo essere donna, e potranno rivivere anche il melanconico tramonto, i disperati giorni in cui scelse la
solitudine per lasciarsi lentamente morire.
Le sue ultime immagini riempiono il cuore di sgomento e tenerezza. C’è tutto: i costumi di scena,
gli elegantissimi abiti personali, i gioielli usati sul palcoscenico e nella vita, i carteggi con i grandi personaggi,
con la sua maestra De Hidalgo e l’amato Pasolini (i ritratti e le poesie di lui, le appassionate lettere di lei,
durante la lavorazione di Medea, ma anche negli anni successivi), gli oggetti più cari a lei appartenuti.
C’è proprio tutto: l’atto di nascita e il testamento, l’intero itinerario fotografico della sua carriera e della sua vita.
Bruno Tosi

TORNA A VENEZIA L’ABITO DELLA CALLAS RUBATO AD ATENE
Ha una lunga e sofferta storia il meraviglioso abito creato dalla stilista Biki nel 1957 per Maria Callas in preziosa seta bianca con grandi fiori rossi. La Divina lo indossò solo tre volte, al Festival del Cinema di Venezia,
per il suo ritorno in Grecia nell’anfiteatro Erode Attico sotto il Partenone e per posare più volte per il Maestro
Silvano Caselli autore dell’unico ritratto ufficiale commissionato dall’artista, il tutto nel 1957.
Maria Callas donò l’abito alla sua governante che tagliò un pezzo dello strascico. In occasione delle prime
mostre l’abito fu sistemato in una cornice così come appariva nel dipinto originale, che purtroppo andò bruciato
nel tragico rogo della Fenice del 1996. Il Maestro Caselli ricostruì il dipinto creando una nuova opera:
la Callas in primo piano con il famoso abito assolutamente identica all’originale e sullo sfondo il rogo della
Fenice. Dal nuovo ritratto venne anche tratta una serigrafia a 24 colori. In occasione della recente mostra
voluta in Grecia per il trentennale della morte dall’Ambasciata Italiana ed in modo particolare dalla Direttrice
dell’Istituto di Cultura, Melita Palestini, e congiuntamente dal Ministro della Cultura greca in persona, proprio
l’ultimo giorno l’abito venne staccato dalla cornice da un giovane - probabilmente un innamorato della Callas
piuttosto che da qualcuno che poteva avere un intento solo venale. Il ladro venne però ripreso anche in primo
piano dalle telecamere a circuito chiuso e della notizia venne dato un clamoroso rilievo in tutto il mondo,
in particolare dai giornali e dalle TV in Grecia. Sentendosi “braccato” dalla polizia, il giovane rispose anche
all’appello fatto dal Presidente dell’Associazione e dall’Ambasciata Italiana restituendo l’abito con una busta
anonima indirizzata all’Istituto di Cultura in Via Patission ad Atene. Ricollocato accuratamente nella cornice
l’abito ritorna ora a Venezia in occasione della Mostra a Ca’ Vendramin Calergi.
CONCERTO IN ONORE DI MARIA CALLAS
Il 16 settembre 2007 alle ore 20.00,
a 30 anni dalla scomparsa di Maria Callas, il Casinò di Venezia,
in collaborazione con l’Associazione culturale Maria Callas e il
Teatro La Fenice di Venezia,
dedica un Concerto in omaggio alla “Divina”.
Interprete delle arie che hanno reso celebre Maria Callas sarà Dimitra Theodossiou,
soprano di fama mondiale segnalata dalla critica come l’erede della grande cantante.
Una voce d’eccezione in onore della più indimenticabile delle cantanti liriche.
Per informazioni: Teatro La Fenice, (+39) 041. 78.65.11, Casinò di Venezia, (+39) 041 52.97.111 - www.casinovenezia.it
Prevendita biglietti Presso circuito Hellovenezia: call center (+39) 041 24.24 - www.hellovenezia.com e nei punti vendita di Venezia e Terraferma.


Due abiti di BIKI all'ingresso della Mosta al Casinò |

L'ingresso della mostra al pian terreno del Casinò di Venezia |
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Bruno Tosi con un rappresentante del Casinò all'inaugurazione della mostra |

Bruno Tosi con la contessa Carla Nani Mocenigo,
grande amica di
Maria Callas all'inaugurazione
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Un articolo del 12 agosto 2007, sul settimanale Famiglia Cristiana. |
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