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“CALLAS E ONASSIS”


“CALLAS E ONASSIS”
con Luisa Ranieri, Gerard Darmon, Anna Valle e Serena Autieri

Scritto da Laura Ippoliti
Regia di Giorgio Capitani
Costumi di Elisabetta Montaldo
Coprodotto da Lux Vude - Pampa Productions per France 2, Mediatrade

film tv in 2 puntate di 100’ su Canale 5
domenica 6 novembre 2005 ore 20.40
lunedì 7 novembre 2005 ore 21.00

VENEZIA – Maria Callas finora non è stata “fortunata” nelle trasposizioni cinematografiche e teatrali: nel film di Zeffirelli “Callas Forever” con Fanny Ardant e nella pièce “Master Class” di Terence McNelly (che è stata tradotta in tutto il mondo e che ha visto l’ottima interpretazione di Rossella Falk nella versione italiana), infatti, la sua figura come soprano non è stata valorizzata quanto merita. Al contrario in queste due produzioni si sono viste molte forzature, a tratti con toni fumettistici, senza mai far trasparire l’assoluta statura della Divina, che resta la più grande cantante del nostro tempo.

Ora c’è un nuovo lavoro sulla primadonna, fortemente pubblicizzato da Mediaset e da tutti i settimanali, che punta soprattutto sulla sua travolgente storia d’amore con l’armatore greco Aristotele Onassis. Si tratta di un film tv Di due puntate da 100’ che andrà in onda su Canale 5 domenica 6 e lunedì 7 novembre 2005 in prima serata, con protagonista Luisa Ranieri. La giovane attrice, attualmente impegnata al fianco di Adriano Celentano nel programma “Rock Politik”, era diventata popolare con la fiction “Cefalonia”.

Maria Callas e Luisa Ranieri

Peccato però che la bella Luisa Ranieri non somigli molto a Maria Callas e che indossi costumi improbabili, nonostante quello usato dal soprano ellenico in Tosca sia ampiamente conosciuto e riprodotto. Ci auguriamo tuttavia che, vista la sua bravura, l’attrice sappia interpretare il difficile ruolo in modo pieno, efficace e il più possibile rispondente alla realtà; certamente non le si potranno imputare eventuali e discutibili scelte di sceneggiatura e di regia, già emerse dalle prime immagini (mi riferisco soprattutto alla cantante che piange sulla bara bianca del bambino avuto da Onassis).

La trama: Maria Callas e Aristotele Onassis, la più grande cantante del secolo e l’uomo più ricco del mondo. Due giganti che, impegnati in un’inarrestabile scalata all’Olimpo, scopriranno il più umano dei punti deboli: l’amore.

Aristotele Onassis (Gerard Darmon) e Maria Callas (Luisa Ranieri), lui sposato con Tina (Serena Autieri) e leiu con Battista Meneghini (Augusto Zecchi) si incontrano nel 1957, quando entrambi sono al vertice di una travolgente ascesa al successo. Quel successo, costato tanti sacrifici e privazioni, ha regalato loro un volto. Maria era una ragazza brutta e goffa, poco amata, perennemente messa in ombra dalla sorella. Grazie al suo talento e alla sua inarrestabile tensione alla perfezione è diventata “la Callas”, la Divina adorata dalle platee di tutto il mondo.


Maria Callas quasi " contesa"
tra Aristotele Onassis
e il marito Giovanbattista Meneghini

Anche Onassis ha lottato per emergere e dal nulla ha creato una flotta e un impero. Ora l’armatore greco è l’uomo più ricco del mondo, ma non gli basta. Gli manca ancora il riconoscimento della società che conta. Per questo, quando conosce Maria, vede in lei innanzitutto una buona occasione per brillare di luce riflessa. Non sa, Ari, che sta per incontrare l’amore…
La loro passione incontenibile scoppia durante una crociera sul panfilo “Christina”, e la loro relazione va a gonfie vele quando la Callas scopre di attendere un bambino dal suo amato. Purtroppo la creatura nasce e muore lo stesso giorno e questa tragedia getta la Divina nello sconforto. Si allontana dal palcoscenico e anche la relazione con l’armatore greco inizia a scricchiolare. Quando la Callas decide di ritornare a cantare, il successo stenta ad arrivare. Aristotele, intanto, fiuta un’altra preda: niente meno che Jacqueline Kennedy (Anna Valle), la vedova del presidente degli Stati Uniti.

 
Venezia assente in “Callas e Onassis”

Venezia è la grande assente nel film tv “Callas e Onassis”, in onda domenica e lunedì su Canale 5. A denunciarlo è il presidente dell’associazione culturale Maria Callas, Bruno Tosi: “E’ quanto meno sorprendente la disinformazione e la superficialità con cui è stata realizzata la fiction Mediatrade – sottolinea il regista e operatore culturale veneziano –. Solo la prima mezz’ora della prima puntata era infarcita di vistosi errori, a partire dal primo incontro tra la Callas e l’armatore greco, che non avvenne come mostrato in tv alla Scala di Milano nella stagione 1953/54 in occasione della prima di Medea, bensì all’Hotel Danieli di Venezia il 3 settembre 1957 durante un ballo in maschera con i più bei nomi della nobiltà veneziana e vari rappresentanti del jet set internazionale, organizzato da Elsa Maxwell in onore della famosa primadonna”.
“I giornali di tutto il mondo – continua Tosi – diedero grandissimo risalto alla festa, anche perché la Callas per giungere in laguna abbandonò il festival di Edinburgo e l’ultima recita di Sonnambula con la Scala, creando il primo grande scandalo della sua movimentata carriera. L’incontro con l’armatore, a dir la verità, fu allora molto superficiale; i due ebbero modo di conoscersi meglio solo l’anno dopo sempre a Venezia in casa Toscanini-Castelbarco alla Salute, dove Onassis invitò la Callas alla fatale crociera sul suo yacht Christina”.

Ma gli errori-orrori non sono finiti: “Il soprano Annalisa Raspigliosi, che dà la voce a Maria Callas, non è certo adatto ad un ruolo impegnativo come Medea – continua Tosi –. Per non parlare poi dell’improbabile costume indossato dalla protagonista Luisa Ranieri, la cui voce parlata non assomiglia per niente a quella della Callas (addirittura è emersa una cadenza vagamente napoletana, semmai sarebbe stata giusta veneta), nonostante esistano molte interviste registrate alla Divina in tutte le lingue e anche in italiano. Sono già giunte sul nostro sito www.callas.it centinaia di e-mail da parte dei soci, ma anche di molti melomani e sostenitori della Callas delusi da questa produzione”.

L’elenco dei misfatti e delle inesattezze sarebbe interminabile, anche perché molti dei personaggi apparsi nella fiction sono più che conosciuti e perfettamente identificabili. Da chi cominciare: Biki per nulla somigliante; Elsa Maxwell, che era già anziana nel 1957 quando giunse a Venezia per la grande festa al Danieli, era effettivamente bruttissima, ma non la caricatura giovanile per nulla rispondente alla “pettegola di Hollywood”; infine la fedele Bruna, per tanti anni al servizio della Callas, che è ancora una signora piccolina ma piacente e che era già stata trasformata in una vecchietta grassoccia nel film “Callas Forever” di Zeffirelli e che nella fiction di Canale 5 appare dura, occhialuta e dai tratti mediterranei, mentre invece è come noto amabilmente veneta.

E poi le cose più gravi: la Callas-Ranieri che ride e gesticola troppo, che morde un braccio a Onassis, che si fa spogliare da Onassis nell’atrio a pianterreno di un palazzo in quel momento deserto, dove si era rifugiata per sfuggire ai fotografi. La Callas era nota per la sua compostezza e per il suo pudore. Ancora il patetico e mai avvenuto incontro pacificatore con la mamma, per nulla assomigliante per portarle il suo perdono. In realtà non aveva più voluto incontrarla, specialmente quando Evangelia Callas pubblicò negli anni Sessanta l’orribile biografia “La Callas, mia figlia” riempiendola di insulti, così come più tardi avrebbe fatto la sorella Jeki nell’altrettanto orribile e ingrato “Sisters”, dopo aver diviso con Meneghini una cospicua eredità per mancanza di testamento.

La cosa più sconcertante è la scena in cui Maria Callas nel marzo del 1960 piange il suo bambino davanti a una fossa aperta con una piccola bara bianca. Il piccolo Omero, vissuto solo poche ore, fu sepolto in realtà nel cimitero di un piccolo paese alla periferia di Milano. La notizia della nascita e della morte avvenuta dopo poche ore fu tenuta rigorosamente segreta: figuriamoci se famosa com’era si sarebbe fatta vedere in pubblico in simile circostanza. Non di meno il suo dolore per questo bimbo tanto atteso fu straziante e mai cancellato.

Infine il ridicolo abito di Tosca ridisegnato da Elisabetta Montaldo, quando esiste quello vero fotografato e visibile anche nel celeberrimo video del secondato dell’opera pucciniana della Emi. L’incidente con le stecche non fu per Tosca, che al contrario ebbe un clamoroso successo sia a Londra che successivamente a Parigi e a New York (fu il suo addio teatrale definitivo); bensì un evidente disagio vocale, con qualche nota non riuscita, era nella Norma all’Opera di Parigi l’anno prima, nel 1964.

VI INVITIAMO, ORA CHE LE DUE PUNTATE SONO ANDATE IN ONDA,
AD INVIARCI I VOSTRI COMMENTI ALL’E-MAIL email

 

Un magnifico documentario di Minoli su Raitre: “La storia siamo noi: Maria Callas”

A rendere giustizia e a riparare all’ineleganza di “Callas e Onassis” dopo la puntata conclusiva su Canale 5, a distanza di qualche minuto su RaiTre un magnifico documentario finalmente con la vera Callas e anche la voce della vera Callas, stavolta concessa (con registrazioni e filmati dalla Emi).

Un omaggio di Giovanni Minoli in una puntata dell’intelligente serie “La storia siamo noi”, non a caso messa in onda nella stessa serata di lunedì 7 novembre, in evidente concorrenza con Mediaset. Si tratta di una serie di immagini e di testimonianze di chi ha veramente conosciuto e amato la Callas in una ricostruzione funzionale e a tratti commovente. Sobria ed efficace la conduzione di Daniele Cimi, e significative e utilissime per riportarci al vero racconto le interviste in parte già note di Giuseppe di Stefano, Giovanna Lomazzi, Giuseppe Taddei, Luchino Visconti e perfino Renata Tebaldi.

Lasciamo per ultima la grandissima e sorprendente Giulietta Simionato, incomparabile collega e la più grande amica della Callas, che in un intervento girato evidentemente pochi giorni fa, nei suoi incredibili 95 anni ha raccontato con dovizia di particolari ed affettuosa partecipazione sia della Divina, ovvero della cantante Callas, ma soprattutto di Maria, della donna che nessuno come lei ha conosciuto.

La grande Giulietta ha ricordato l’ultima frase che le disse la Callas nell’ultimo incontro a Parigi: “ricordati che Maria ha cominciato a morire quando ha lasciato la musica”.

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